Il fenomeno dell’antibioticoresistenza

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza

Già nel 1945 Alexander Fleming, premio Nobel per la Medicina, metteva in guardia circa la possibile induzione di resistenze alla penicillina: utilizzando questo antibiotico sotto-dosato si sarebbero selezionate popolazioni batteriche resistenti.

La resistenza agli antibiotici è oggi un problema globale. Ogni 18 novembre (dal 2008) si celebra la giornata europea per gli antibiotici. Nel nostro Paese, il Ministero della Salute, l’AIFA e l’ISS, hanno promosso una iniziativa relativa all’uso corretto degli antibiotici: lo scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e su prescrizione del medico e di non interrompere la terapia ai primi segni di miglioramento clinico (come, invece, avviene frequentemente).  Nel giugno del 2013, nell’ambito dei lavori del G8, si è discusso ampiamente sul fenomeno dell’antibiotico resistenza, con lo scopo di potenziare la ricerca e lo sviluppo di nuove sostanze antibatteriche, alla luce dell’aumentato isolamento di batteri resistenti (in particolare E.coli, Klebsiella, S.aureus e S.pneumoniae).

Nel 2014 l’OMS ha pubblicato il Global Report on Surveillance, prendendo in considerazione i dati provenienti da 114 Paesi (tra cui l’Italia), concludendo, in modo allarmato, che la resistenza è una delle principali minacce per la salute pubblica e che sono necessarie azioni correttive urgenti.

Il rischio reale è che, se la situazione non dovesse mutare, ci troveremo ad affrontare un’era post-antibiotica nella quale infezioni comuni e curate con successo per decenni saranno nuovamente in grado di uccidere. Nel 2015 il Regno Unito ha dichiarato che, in caso di prosecuzione dell’aumento delle resistenze, nella sola Inghilterra si stimano oltre 80.000 decessi/anno mentre nell’intero pianeta potrebbero essere 10 milioni/anno.

Tutto ciò evidenzia, in modo drammatico, la necessità di un uso razionale ed appropriato degli antibiotici disponibili considerando lo stato attuale della ricerca in tale campo, inesorabilmente  fermo da molti anni.